domenica 12 marzo 2017

Digimon, medarots, beyblade e co...

Nella noia e nella disperata ricerca di non fare quello che dovrei fare (esami, presentazioni, tesi), mi sono dato alla nostalgia su tutti quei franchising orientali che hanno reso la mia infanzia splendida.
Ecco qualche link notevole:
1) modello blender di metabee (non sono troppo sicuro l'embedding sia andato benone)
2) Random meka builder super pesissimo (e lento a caricarsi)
3) sfondo digivice style per il mio nexus:

domenica 1 giugno 2014

Timelapse con lo Smartphone



La fotografia timelapse è una figata, su questo non si discute.
Forse non la conoscete con questo nome, ma la conoscerete di sicuro: avete presente quando nei film riprendono un panorama in cui il tempo passa molto più velocemente del normale? Tipo un tramonto in 30 secondi? Ecco, quello è un timelapse.


Come si fa? Beh, in realtà la tecnica fotografica è piuttosto semplice: basta scattare una foto ogni x secondi (o minuti), poi unirle per formare un video. Ovviamente più tempo intercorre tra uno scatto e l'altro, più sarà accentuato l'effetto di velocizzazione. Per ottenere un movimento accentuato delle nuvole è necessario scattare una foto ogni sei secondi.

Certo, da qui ad ottenere un effetto tipo questo ne passa. Ovviamente nessuno realizza timelapse scattando manualmente le foto, sarebbe da dementi. Alcune reflex hanno questa funzionalità integrata: basta scegliere l'intervallo fra uno scatto e l'altro e farle partire, poi ci pensano loro. In alternativa è possibile usare degli appositi intervallometri esterni. Ok e sugli smartphone?



Ci sono un sacco di app che offrono queste funzionalità, per esempio questo video l'ho realizzato su una Galaxy Camera con Lapse It Pro.
Ma non è per forza necessario spendere per poter fare questi video: fino a poco tempo fa la fotocamera stock android offriva questa funzionalità, purtroppo la nuova app fotocamera non offre più questa opzione.
E' venuto in nostro aiuto uno sviluppatore che ha fatto un porting della vecchia applicazione fotocamera per tutti i dispositivi con android superiore al 3.

Installatela, selezionate video e dalle impostazioni attivate il rallentatore.
Ora inquadrate un tramonto ed è fatta!
Piccolo dettaglio: come possiamo mantenere il nostro smartphone fisso ad inquadrare un panorama? Servirebbe un cavalletto, ma nessuno smartphone ha l'aggancio necessario, presente invece su tutte le fotocamere.

Nessun problema: ecco una breve guida per costruire in 5 minuti un aggancio per il cavalletto per qualunque smartphone. Ci serviranno:
- una vecchia cover o un vecchio bumper
- una vecchia fotocamera
- del sugru, incrocio tra pongo, vinavil e superattack.





Smontate la fotocamera, di solito basta svitare un paio di viti, fino ad estrarre il pezzo di plastica a cui si può avvitare il cavalletto. A questo punto fissatelo ad un lato del bumper/cover usando il sugru, lasciate ad asciugare 24 ore ed è fatto
Il risultato all'opera
Questo è un time lapse realizzato con il mio nexus 4, non male vero?


domenica 4 maggio 2014

Fenomenologia di 2048

Ci avete giocato?
Se non siete fuori dal mondo ci avete giocato di sicuro.
E se non siete la reincarnazione di John Nash, avete pure perso. GAME OVER.
Come dei cani. Ma non avete mollato, ore e ore in ufficio o a lezione si sono perse nel cercare di 

unire quei blocchi fino a 2048.

Magari dopo dieci giorni ce l'avete pure fatta (barando) ma ora non vi basta più e fate a gara col vostro coinquilino a chi batte il limite successivo: QUATTROMILANOVANTASEI, OTTOMILACENTONOVANTADUE, SEDICIMILATRECENTOOTTANTAQUATTRO, EMICRANIA!


Partita tipo a 2048
Partita tipo realistica a 2048

Insomma, i casi di 2048 addiction si moltiplicano, il sito macina decine di milioni di visualizzazioni, fioriscono i cloni propri (fatti utilizzando il codice aperto del gioco originale, in cui al posto dei numeri c'è di tutto, da foto sexy di Robert Downey Jr. ai professori del mio corso di laurea, fino a quella in cui bisogna arrivare a 2^96) e quelli impropri, specialmente app, che hanno letteralmente invaso gli app store.
Questo è uno screenshot fatto pochi minuti fa della classifica dei giochi gratuiti nel google play store:





Come potete notare il clone più famoso di 2048 è al primo posto e ce ne sono altri tre (TRE!) nei primi dieci.
La situazione non cambia di molto nell'app store:


Nello store della mela ce ne sono ben due nelle prime dieci posizioni, tra cui la più scaricata e la quarta.
Ma la cosa che mi fa più ridere è cercare "2048" tra tutte le app dello store apple:



Si ottiene una bella schermata zeppa di cloni (tutti infarciti di pubblicità, a differenza del sito del bravo Gabriele), ben dodici, solo fra i primi risultati, più alcune gustose nonché improbabili combo tipo "Flappy 2048" (Flappy Bird era il precedente gioco del momento) o Flappy 2048 HD.

Ma insomma, qual è la chiave del successo di questo rompicapo?
Credo che i fattori siano molteplici e che non sia da sottovalutare il fattore fortuna o, per dirla alla Mourinho, culo. Ma non basta.
1) Immediatezza. Ci vuole un attimo per capire come funziona il gioco, basta un attimo e ti ha già catturato. Anche se saper giocare bene è tutto un altro discorso.

2) Difficoltà. Si, va bene, esiste un algoritmo per risolverlo, ma la soddisfazione di arrivarci da soli, dopo circa 80-100 ore, è inestimabile.
Sicuramente questa è una delle ragioni del successo: se fossi riuscito a vincere (specialmente nei primi giorni successivi all'uscita del gioco), i tuoi amici non ti avrebbero mai più guardato nello stesso modo, sarebbero spuntate dal nulla ancelle a sventolarti il viso con palme e ventagli, un trono di spade ed un meta-lupo come animale domestico.
Di fatto 2048 è il cubo di rubik del ventunesimo secolo.

3) Open source. Già, perché Gabriele ha messo a disposizione tutto il codice del suo giochino nel momento stesso in cui l'ha pubblicato. Come potete notare l'indirizzo http://gabrielecirulli.github.io/2048/ è un sottodominio di GitHub, il più popolare servizio di web hosting per progetti open source.
Questo ha permesso le sopracitate e divertenti copie legittime (diciamo figlie, dai), ma ha soprattutto chiarito un intento: il ragazzo stava facendo un esperimento, ha creato il gioco in una settimana e l'ha pubblicato un sabato sera, senza alcuna intenzione remunerativa. 
Anche perché il rischio plagio era lì dietro l'angolo, visto che il gioco non è altro che un remix di threes o uno spin off di 1024:

 
Ma lo stesso Gabriele lo dichiara apertamente:





Quindi, date queste premesse, non deve stupire che il ragazzo abbia rinunciato a sviluppare direttamente o a sponsorizzare un'applicazione ufficiale, perché semplicemente il suo scopo non era quello. E poi a grandi aziende come Google basta che uno si faccia notare e questo atteggiamento di "disinteresse" verso la pecunia costituisce un bonus. Infatti un'offerta di lavoro da parte della sede svizzera di Google non ha tardato ad arrivare.

Ma siamo sicuri che Gabriele non abbia guadagnato nulla da tutto sto tran-tran, se non la reputazione? Che il ragazzo classe '94 si accontentasse della paghetta?
Appurato che sicuramente il denaro non era il suo target, ho appreso tramite conoscenze dirette che qualche centinaio di migliaia di euro l'ha messo da parte, tutto in donazioni. L'ha detto lui stesso ai compagni del ITI G.Galilei di Gorizia.
E li merita, tutti, perché anche la tempestività è una qualità.

PS
Evidentemente Cirulli ci tiene a contraddirmi, infatti, come apprendo da questo articolo di Tom's Hw, è appena uscita l'app ufficiale, per android e iOS.
http://goo.gl/gvuj7d
E' gratis ma per rimuovere la pubblicità bisogna pagare 89 centesimi.

PPS
E' stato aggiornato il sito, anche lì è spuntata la pubblicità. I soldi non fanno la felicità, ma fanno comodo.


venerdì 2 maggio 2014

Usare un Mac Cube nel 2014


Ed eccoci al primo post vero e proprio!
Qualche anno fa mio padre è riuscito a procurarsi un Mac Cube del 2001. Se non lo conoscete, beh, è strano che stiate leggendo questo post, comunque per la cronaca è questo:
Ganzo, eh?
Si dice che il buon Steve avesse una fissa per i computer di questa forma, tanto che pure durante il suo esilio alla NeXT ne aveva fatto progettare uno simile (che, con una travolgente fantasia, si chiamava NeXTcube).
Quando uscì, sembrava venisse da un'astronave, dal futuro, ma di parecchi anni, faceva insomma lo stesso effetto che fa il Mac Pro adesso. Mac Pro con cui condivide il sistema di raffreddamento, peraltro: una fessura al centro e via, che tanto l'aria calda sale verso l'alto.
Ah, aveva anche un prezzo da astronave: 2299$.
E che hardware ha, questo pezzo di modernariato?
Processore PowerPC da 450 o 500 Mhz (il mio è il secondo), 512 MB di RAM, scheda video ATI rage, hard disc da 20 o 30 GB e, chicca finale, casse harman kardon collegate via USB.
Insomma, se ci si butta su un Linux (consiglio YellowDog, nel caso) è ancora più che utilizzabile, ma la vera soddisfazione è ripristinare l'ambiente originario e tentare di utilizzarlo (con l'aiuto di qualche software opensource) tutti i giorni.

La versione di Mac Os X di riferimento è la 10.4 Tiger, che potete agevolmente scaricare da internet, cercando il relativo torrent. Attenti però, che l'iso più diffusa è quella del dvd, mentre il povero cubetto legge solo cd, quindi dovete cercare l'apposita versione, composta da 4 cd. Che pazienza a masterizzarli tutti!

Inserite il cd, poi premendo alt al boot, (che schiccheria il tasto di accensione a sfioramento), apparirà una schermata con le varie partizioni bootabili. Nel mio caso c'è una partizione con Mac Os 9 (NOVE!), con cui originariamente veniva venduto il cube, ed una con Mac Os X server. Ed ovviamente il nostro cd #1.
(scusate il b&w, ma la foto viene dritta da instagram)

E niente, l'installazione procede praticamente da sola. Dovete solo stare lì per cambiare, di tanto in tanto il cd. Otterrete un Mac silenziosissimo che si avvia in 40 secondi netti, anche se dovrete fare ancora qualche passo per sfruttarlo appieno.

Prima cosa: il browser: scaricate TenFourFox, che altro non è se non Firefox ricompilato appositamente per il vostro PowerPC. Se vi interessa esiste anche il client mail TenFourBird.
Cliccate sulla mela ed aggiornate l'aggiornabile, anche se è praticamente certo che l'updater si interromperà e vi darà errore. Tanto la cosa fondamentale è scaricare l'aggiornamento alla 10.4.11, che a sua volta vi permetterà di installare il security update 2009-05, necessario a sua volta per installare safari 4 (ultima versione disponibile per questa versione di Mac Os, che vi sconsiglio di usare), che serve, e giuro con questo abbiamo finito, per poter installare iTunes 9 ed accedere all'iTunes store.
Certo, fare acquisti è sconsigliato, perché il tramite tra voi e lo store sarà un browser che non viene aggiornato da anni, però la soddisfazione è tanta!

Ultima chicca e poi vi lascio: quando nel 1999 uscì Age of Empires II, ne venne realizzata una versione per Windows ed una per Mac Os, ergo sul nostro amico Cubo gira perfettamente.
Bene, ora vado a fare una partitina, alla prossima!



Presentazione

Ciao, improbabile lettore, e benvenuto nel mio blog.
Ho deciso di aprire questo spazio per poter parlare diffusamente dei miei interessi, senza bisogno che per forza ci sia un interlocutore (già, spesso parlo da solo) e senza bisogno che uno si subisca tutta la conversazione intera in un'unica dose.
Sono uno studente del terzo anno di Informatica all'Università di Bologna e mi interessa quasi qualunque cosa che abbia dei circuiti dentro, quindi posso anticipare che si parlerà di Smartphone (iOs e Android in primis), Linux, Mac, Windows, Console e Videogiochi, Raspberry e Arduino, magari di tanto in tanto anche qualche post sulla fotografia.
Ah, già, il nome del blog!
Come immagino saprai, Alan è da considerare il padre e la madre dell'informatica, con il suo modello di macchine (di Turing, appunto), ha posto le basi per costruire la teoria della calcolabilità e della complessità, per non parlare del suo Colossus, che ha aiutato non poco gli ingrati Inglesi (che lo condannarono a morte per omosessualità e riabilitarono solo pochi anni fa) nella seconda guerra mondiale, decifrando i crittogrammi delle macchine Enigma Tedesche.

Beh, il centro è la tecnologia, trattata così, con leggerezza e senza troppi tecnicismi inutili.
Se ti ispira, continua a seguirmi.